NewsPressCome nasce un videogioco? Alla scoperta del ciclo di vita del software

La realizzazione di un videogioco richiede una serie di passaggi fondamentali per il suo concepimento e la sua successiva distribuzione, configurandosi come un vero e proprio sistema che prende il nome di “ciclo di vita del software“.

Nell’ambito informatico, questo si presenta come una scomposizione in fasi realizzate all’interno di un team di sviluppo che coordina e divide le proprie attività a seconda dei ruoli e delle competenze specifiche di ogni membro del team. Seguendo un modello iterativo per la gestione del progetto, lo sviluppo del videogioco viene suddiviso in fasi che si ripetono più e più volte per offrire a ogni versione dei miglioramenti effettivi e riconosciuti, creando così un processo rigoroso.

Per quanto riguarda il videogioco, è importante notare come lo sviluppo sia condensato in differenti fasi che riguardano non solo l’analisi preliminare del contesto in cui il software andrà a inserirsi, ma anche tutta una serie di passi legati al comparto grafico che fanno parte del level design e della specificità interattiva del videogioco.

Analisi preliminare del videogioco

Analizzando il contesto in cui il software andrà ad inserirsi e valutando i requisiti di sistema necessari per lo sviluppo del videogioco, è possibile iniziare una fase preliminare che si configura come la base del processo di realizzazione del software. In questo modo è possibile individuare immediatamente delle criticità che potrebbero non permettere uno sviluppo lineare.

Ideazione e progettazione

In questa fase si definiscono le core feature, ossia le caratteristiche principali che il videogioco dovrà necessariamente avere. Entrano in campo le figure chiave della game industry: il game designer è colui che ha il compito di sviluppare creativamente l’idea di base da cui partire per lo sviluppo vero e proprio del videogioco, andando spesso a definire le caratteristiche legate al level design e al gameplay, cioè ai meccanismi e alle regole dell’interattività nel videogioco vero e proprio. I concept artist sono figure chiave per il supporto della concezione del videogioco, in quanto sono loro i fautori del character design dei personaggi e del world building dei livelli del gioco, dalla definizione dei protagonisti a quella degli NPC, arrivando ai layer di gioco fino alle texture dei fondali.

Nella fase pre-produttiva della realizzazione del software, inoltre, si inizia a definire in modo concreto uno studio più approfondito e fattuale delle meccaniche principali e secondarie, della fattibilità tecnica in base al tipo di hardware che supporterà il software e la definizione dei diversi elementi che comporranno il videogioco (elementi grafici e interattivi, animazioni, effetti sonori, ecc.), anche attraverso un’embrionale versione giocabile: il cosiddetto first playable.

Produzione e codifica del videogioco

In questa fase lo sviluppo del software entra nel vivo, seguendo un’attività di implementazione del codice e della programmazione vera e propria.

Il game developer, in questo caso, si occupa della parte realizzativa del software attraverso il lavoro su codici di programmazione specifici per ogni tipo di gioco: i codici più famosi sono sicuramente C, C#, C++ e Python. Lavorando questi codici su motori di gioco (game engine) come Unreal Engine e Unity è possibile andare a lavorare attivamente sul codice, implementando il progetto in modo da realizzare concretamente quello che si era stabilito nelle fasi precedenti. Molto spesso il game developer lavora a stretto contatto con il game designer, i concept artist e i grafici 3D, gli addetti ai rendering e alle animazioni, in modo da definire delle precise milestone.

In questa fase si giunge alla realizzazione di una versione Alpha, ovvero un software provvisorio che necessariamente deve essere testato nelle fasi successive, in modo da rilevare presenze di bug o malfunzionamenti.

Collaudo e testing

La versione Alpha deve essere collaudata attraverso sistemi di bug tracking molto spesso interni ai team di sviluppatori di videogiochi: attraverso un attento controllo di verifica possono rivelarsi criticità non previste che devono essere eliminate prima della diffusione del software. Può capitare che il playtest venga effettuato utilizzando un campione di utenti esterni che valutino principalmente la giocabilità del gameplay e possano fornire dei feedback immediati prima dell’uscita della versione Beta, ancora non definitiva. Quest’ultima esce dagli studi di sviluppo per essere testata effettivamente dagli utenti e dai giocatori che, in questo modo, attraverso l’imprevedibilità propria dei videogiocatori, rivelano non solo bug e malfunzionamenti, ma forniscono agli sviluppatori delle possibilità in più che non erano state concepite in fase di sviluppo.

Debugging e manutenzione

Dopo aver raccolto i dati derivanti dal playtest della versione Beta, i programmatori possono effettuare dei lavori di polish e debug per eliminare ogni tipo di errore e malfunzionamento individuato. Quest’attività, soprattutto nei videogiochi con il supporto all’online, viene mantenuta nel lungo termine, permettendo un costante controllo e aggiornamento grazie a vari sistemi di manutenzione.

Revisione e pubblicazione (o Release to Manufacturing)

Una volta revisionata quella che dovrebbe essere la versione finale del software, questa viene mandata per un’approvazione definitiva dalla casa madre che dovrà far uscire il videogioco sul mercato (ad esempio Ubisoft, Microsoft, Sony, ecc.). Da quel momento, la versione viene nuovamente testata per garantire una giocabilità fluida e sicura da parte dei giocatori, in modo tale da ottenere  certificazione.

Una volta approvato dalla casa di distribuzione e ottenuta la certificazione, il software videoludico acquista la denominazione di Gold Master, pronto per essere immesso sul mercato.

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