NewsPressChe cos’è il Game Design?

Che cos’è il Game Design? Ma soprattutto, chi è il game designer? Tra tutte le figure che arricchiscono l’industria dei videogiochi, il compito del game designer è stato spesso confuso e travisato nei tanti ruoli che compongono un’azienda sviluppatrice di videogiochi. In poche parole potremmo dire che il game designer è il regista di un videogioco o il cosiddetto game director, ossia colui che dirige il progetto da molti punti di vista, ma andremmo a...

Che cos’è il Game Design? Ma soprattutto, chi è il game designer? Tra tutte le figure che arricchiscono l’industria dei videogiochi, il compito del game designer è stato spesso confuso e travisato nei tanti ruoli che compongono un’azienda sviluppatrice di videogiochi. In poche parole potremmo dire che il game designer è il regista di un videogioco o il cosiddetto game director, ossia colui che dirige il progetto da molti punti di vista, ma andremmo a generalizzare. Ad aiutarci arriva Jesse Schell, noto video game designer e autore di “The Art of Game Design: A Book of Lenses“, che descrive il proprio ruolo con una frase d’impatto: “Il game design è l’atto di decidere cosa dovrebbe essere un gioco“.

Il game designer vede quindi un prodotto (che sia un gioco da tavolo o un videogame) da più prospettive possibili, analizzandone debolezze e punti di forza attraverso l’utilizzo di meccaniche, anticipando in alcuni casi storici le tendenze del mercato e facendo scoppiare in altre delle vere e proprie rivoluzioni nell’industria dei videogiochi. Viene subito da citare Shigeru Miyamoto, geniale autore giapponese di videogiochi, che ha dato vita a opere come Super Mario Bros. e The Legend of Zelda. Con le avventure a 8-bit di Link su NES abbiamo imparato a conoscere il senso dell’avventura e il viaggio dell’eroe anche nel mondo astratto e digitale del videogioco, mentre le (dis)avventure del leggendario idraulico baffuto hanno fatto amare a tutto il mondo il genere del platformer, donando vita e forma a una icona che, al pari della silhouette di Mickey Mouse, è riuscita a imporsi nell’immaginario collettivo del mondo. A questo punto una sola domanda rimane: come diventare un game designer?

Gli strumenti del game designer: GDD e Pitch

Partiamo innanzitutto dagli strumenti più importanti per ogni aspirante game designer. Ogni volta che si vorrà presentare un prodotto a un grande game publisher o a un investitore in grado di trasformare l’idea del progetto in realtà, bisognerà avere in mente i due strumenti più importanti per la presentazione della propria idea: il Pitch e il Game Design Document.

Game Design Kingdom Hearts 3

Che cos’è il Pitch?

Noto anche come l’ABC per introdurre un prodotto a un potenziale investitore, il Pitch è una breve presentazione verbale (e visiva, in alcuni casi) di un’idea per un prodotto commerciale, realizzata generalmente dal game designer nella speranza di attrarre finanziamenti per il progetto e per dare inizio al game development. Considerando che si tratta di una presentazione particolarmente concisa, il Pitch può essere tendenzialmente svolto in ogni angolo pubblico e in ogni momento della giornata, purché si abbia un’idea precisa del progetto in mente. È da questa idea che è nato l’Elevator Pitch, un documento di riferimento che va utilizzato in casi di emergenza. In questi casi, infatti, il game designer viene messo idealmente in un ascensore con l’investitore ideale dell’azienda. Potrà sembrare improbabile, ma è servito a moltissimi game designer nei momenti più inaspettati delle proprie carriere. Fu quello che accadde dopotutto tra due manager di Square Enix e The Walt Disney Company, che si incontrarono in un ascensore e, chiacchierando del più e del meno, diedero forma al progetto che sarebbe diventato Kingdom Hearts.

Che cos’è il Game Design Document?

La naturale evoluzione del Pitch è direttamente il Game Design Document – spesso abbreviato in GDD – che descrive attivamente tutte le componenti del progetto da realizzare. Rispetto al Pitch, che vuole essere l’idea del progetto in divenire, il Game Design Document viene gestito dall’intero development team e viene costantemente utilizzato e modificato da designer, artisti e programmatori, tutti uniti da una visione comune del videogioco. Il GDD è quella linea guida, che finisce per essere inserita durante l’intero sviluppo del progetto. Rispetto al ben più semplice Pitch inoltre, il Game Design Document è composto da tutte le parti che finiscono per dare forma al videogioco: storia, personaggi, level design, gameplay, arte, suono, musica, interfacce, motore grafico e tutti i dettagli del progetto vengono descritti minuziosamente nel documento, che finisce per diventare unico nel suo genere. Ogni GDD è infatti diverso dagli altri già realizzati, venendo costantemente arricchito da fotografie, concept art, prototipi e altri elementi grafici atti a dare un’idea artistica del progetto.

Quali sono le skill necessarie per ambire al ruolo del game designer?
  1. Avere voglia di scoprire (e amare) qualsiasi tipo di gioco è una prerogativa fondamentale. Un game designer esperto non rimane quindi relegato al mondo dei videogiochi, ma spazia tra tutte le forme di intrattenimento interattivo, esplorando anche il gioco da tavolo, i giochi di carte e altri ancora;
  2. Come nel caso delle forme di intrattenimento interattivo, un buon game designer deve avere anche il coraggio di apprendere tramite la lettura, il viaggio, il dialogo e tutte le forme di studio possibili. Un designer statico è un designer morto;
  3. Le conoscenze non finiscono con le forme di intrattenimento, ma vanno pian piano a concentrarsi sulle competenze basilari del mondo che si vuole approcciare. Un game designer dovrebbe quindi conoscere almeno 2 o 3 ambiti legati all’animazione, al developing, alla scrittura creativa, ai modelli di business, all’antropologia, alla matematica, alla musica, al sound design, all’UX, all’ambito artistico o all’ingegneria. Riuscire a essere autorevoli in questi ambiti vi renderà superiori e appetibili sul mercato rispetto alla concorrenza;
  4. Giocare con il cuore, sì, ma cominciare a vedere il divertimento in maniera molto analitica; con l’occhio dell’esperto, applicando delle competenze di reverse engineering su ogni cosa.

Game Design Shigeru Miyamoto Super Mario

Team management: priorità e organizzazione
  • Il limbo: Durante la stesura e la creazione del progetto è facile perdersi in un limbo fatto di ansie e preoccupazioni, per questo è fondamentale tenere dei brevi meeting giornalieri (anche noti come scrum meeting), che fanno da veloce riepilogo prima dell’inizio di una nuova giornata di lavoro, oltre ad avere un dialogo costante con il team o il publisher;
  • First things first: la semplicità è la chiave. Non preoccuparti se i tuoi modelli o le tue meccaniche appaiono grezzi, l’importante prima di tutto è farli funzionare;
  • La build: Cerca di consegnare (internamente o al publisher) nuove versioni funzionanti del videogioco (anche note come build) su base stabile, in modo tale da dare un senso di continuità al progetto;
  • Il cliente ha sempre ragione: Ricordati sempre che è il cliente finale che devi soddisfare, e spesso per farlo è necessario scendere a compromessi.
La migliore scuola del game designer

Ovviamente non si arriva dall’oggi al domani a diventare un ottimo game designer. Rispetto a tante credenze popolari infatti, il ruolo del game designer ha bisogno anche di tempo per fiorire in una reale professione all’interno dell’industria videoludica. Uno tra i passi basilari, forse il più importante per cominciare a capire come muoversi nella games industry, è quello di scrivere, rileggere, cestinare e riscrivere. Per cominciare realmente dovrete appuntare ogni singolo dettaglio che vi passerà per la mente durante la giornata, che sia durante una passeggiata o mentre prendete un caffè con gli amici. Da lì, ovviamente, non bisognerà cadere nella trappola del “lo segno più tardi, tanto me lo ricorderò“, perché il valore di quella idea perderà in ogni caso il suo valore originale. A quel punto, invece di rileggerla e di cercare altri spunti per migliorarla, lasciatela “marinare” nel vostro subconscio. È importante attendere un paio d’ore, forse addirittura un paio di giorni, rileggendo solo in un secondo momento l’idea originale… e a quel punto andrà cestinata.

Perché cestinare l’idea originale?

Oltre a essere la regola numero uno di ogni buon scrittore, avere una fiducia esagerata nelle proprie idee può rivelarsi una pericolosissima arma a doppio taglio. Il motivo è presto detto: le nostre idee iniziali sono spesso dettate dalla passione o dall’emozione. Ricreare più e più volte quella stessa idea con un occhio analitico sarà la strada ideale per creare un connubio perfetto a mente fredda, compiendo un passo importante verso la realizzazione del primo capolavoro nella propria carriera.

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