NewsPressCome diventare un Game Designer?

In precedenza abbiamo parlato del mondo del Game Design, analizzandone alcuni aspetti ed elementi essenziali per poter sviluppare un videogioco. Ma il quesito è sempre lo stesso: come si diventa game designer? Una domanda indubbiamente molto complessa a cui rispondere, soprattutto se teniamo in considerazione il fatto che stiamo pur sempre trattando un settore fortemente influenzato dalla creatività. Proprio per questo motivo, non esistono delle regole specifiche da dover seguire nel percorso di specializzazione per poter diventare dei designer di successo, ma non possiamo nemmeno negare che alcune dritte inscindibili vanno sempre rispettate all’interno della professione. Il famoso Game Design Document, probabilmente uno degli strumenti più conosciuti della game industry, è un documento che non rispetta determinati canoni imposti da altri. Tuttavia, è anche errato pensare che grazie a questo “via libera” il game designer abbia diritto a sfornare ammassi di testo nei più svariati modi.

Game Designer: comunicazione e creatività

L’abbiamo accennato nell’introduzione, ma il connubio tra comunicazione e inventiva per un game designer ha bisogno di un approfondimento a sé stante. Sebbene essere creativi e avere chiare le proprie idee per poter creare un videogioco sia fondamentale, un esperto del settore ha anche bisogno di avere delle capacità comunicative che gli permetteranno di saper esporre con chiarezza il proprio prototipo. Immaginate di dover parlare al vostro game developer e concept artist delle direttive necessarie alla finalizzazione dei loro compiti, ma fornendo loro tutti i dettagli in maniera prolissa, disordinata e poco chiara. Ciò che ne verrebbe fuori da questa sfortunata collaborazione sarebbe, senza alcun’ombra di dubbio, un disastro, il quale di certo non potrà essere presentato a potenziali publisher, figuriamoci al popolo di giocatori.

game designer

Ecco perché le cosiddette “soft skill” risultano essenziali per un game designer. Quest’ultimo deve obbligatoriamente avere le capacità di sapersi esprimere in maniera chiara e concisa, in modo che tutti i membri della squadra di sviluppo possano recepire le informazioni e, soprattutto, prendere l’esperto come un vero e proprio punto di riferimento. Non a caso, da game designer, saremo molto spesso i “tuttofare” all’interno del gruppo. Questo significa che, oltre a dover distribuire le task ai nostri colleghi, saremo incaricati ufficiosamente di mantenere l’armonia tra gli autori del titolo per tutta la sua durata. Per molti sembrerà ovvio, ma un’ottima opera multimediale interattiva ha sempre alle spalle un altrettanto eccelso rapporto tra colleghi. Le discordanze diventano assolutamente da evitare e, nel caso ci dovessero essere, bisogna riappacificare gli animi il prima possibile. E sarete proprio voi game designer a dover fare tutto questo, essendo i “registi” del videogioco.

Documenti, documenti e… documenti!

L’aspetto creativo della progettazione di meccaniche, trama e quant’altro sarà sempre una costante nelle vostre vite, ma anche i documenti da dover scrivere. Prima ancora del Game Design Document, sarete voi a dover immaginare l’Elevator Pitch. Quest’ultimo non è altro che una brevissima presentazione del vostro videogioco a un potenziale publisher o, addirittura, alla vostra squadra. Se nel secondo caso non avrete particolari intoppi, lo stesso non varrà per gli editori. Nella prima opzione dovrete fare in modo di poter parlare della vostra idea in un periodo di tempo limitato, molto spesso non più di 5 minuti. Ecco perché saper organizzare le idee ed essere il più sintetici possibili sarà un’abilità che si rivelerà molto utile.

game deisgner

Ma come si può migliorare in questo aspetto? Con la pratica, ovviamente. Molti game designer decidono di compilare un numero fisso di elevator pitch settimanali proprio per tenersi in allenamento e affinare la propria tecnica di comunicazione. Il metodo precedentemente citato risulta molto utile, visto che accrescerà le vostre skill di public speaking e il vostro estro artistico. Un’altra pratica molto diffusa è la compilazione di elevator pitch di videogiochi già esistenti. In questo caso, la buona riuscita dell’esercitazione sarà ancora più complessa di un prototipo generato dalla vostra mente. La motivazione a ciò è dovuta dal fatto che risulterà ancora più difficile dover presentare lo stesso prodotto di un’altra software house, ma diversamente.

Il Game Design Document (GDD): il pilastro di ogni game designer

Il Game Design Document (GDD) è lo strumento primario di ogni game designer. Capire come scrivere il miglior documento possibile risulta, a dir poco, vitale per la vostra attività. Sicuramente, il fatto che non esistano regole specifiche facilita di molto la sua stesura, ma non tutto è così semplice. Il GDD contiene ogni elemento che apparirà all’interno del vostro titolo, dai modelli dei personaggi fino alle linee di dialogo. Ecco perché tutti i membri del team, o i Lead delle varie aree, dovranno avervi accesso. Solitamente, si preferisce utilizzare una tipologia di condivisione online, così da poter presentare le varie modifiche al personale in tempo reale.

Game Designer Game Bible

 

Anche qui, essere chiari, concisi e avere una formattazione consistente e ordinata è essenziale. In aggiunta, vanno considerati i riceventi del documento, per cui il linguaggio utilizzato dovrà essere capito da tutti in egual maniera. Utilizzare acronimi e abbreviazioni è, molto spesso, sconsigliato poiché il vostro team non sarà l’unico a dover leggere il Game Design Document da voi ultimato. Publisher, QA da team esterni e aziende di terze parti potranno essere incluse nelle lavorazioni, indi per cui anche loro dovranno capire di cosa si dovranno occupare. Ultimo ma non per ultimo, un bravo game designer deve esortare periodicamente i suoi colleghi alla revisione del documento, essendo in continua variazione. Non vogliamo mica che i nostri artisti producano i personaggi per un’idea scartata!

Ultimo consiglio: giocate!

Qual è però la parte decisamente più piacevole nel lavoro di un game designer? Giocare. Sì, perché trarre ispirazione dai grandi maestri dell’industria del Videogioco può essere un ottimo punto di partenza. L’unico modo per poter scoprire cosa avevano in mente gli altri team di sviluppo durante il processo di creazione del videogioco è semplicemente quello di fruire del loro titolo. In pratica, un buon designer deve essere in grado di analizzare tutte le scelte adottate in un determinato aspetto e farle sue. Indubbiamente, non stiamo suggerendo di copiare i capostipiti del medium, bensì di imparare dai più grandi.

Se avete intenzione di sviluppare un platform 2D a scorrimento orizzontale, Shigeru Miyamoto, creatore di Super Mario Bros., è chiaramente un eccelso spunto per la tipologia di opera multimediale interattiva che andremo a ideare. L’intero iter sopracitato può essere tranquillamente ripetuto in tutti gli aspetti che compongono un gioco. Leggere libri e guardare film può risultare altrettanto utile per la creazione di un ottimo comparto narrativo e anche di una direzione artistica da invidiare. Sucker Punch, studio di sviluppo dietro la creazione di Ghost of Tsushima, ha svelato di aver preso come esempio le pellicole di Akira Kurosawa per poter dare vita al proprio titolo. Insomma, se addirittura i più grandi utilizzano questa tattica di osservazione, perché non sfruttarla anche a nostro vantaggio?

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